Infortuni · Caduta per buca stradale

Risarcimento per caduta in una buca stradale

Una buca non segnalata, un marciapiede dissestato, un tombino sconnesso: chi ha la custodia della strada risponde dei danni ai sensi dell'art. 2051 c.c., salvo il caso fortuito. Valutiamo gratuitamente la tua pratica e ti seguiamo dalla raccolta delle prove al pagamento.

Quando l'ente risponde della caduta

L'art. 2051 del Codice Civile stabilisce che «ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito». Per strade, marciapiedi e piazze il custode è l'ente proprietario o gestore, tenuto a mantenerle in condizioni di sicurezza.

Secondo l'orientamento costante della Cassazione si tratta di una responsabilità di natura oggettiva: chi è caduto deve dimostrare il rapporto di custodia e il nesso di causa tra il dissesto e la caduta, non la colpa dell'ente. È invece l'ente, per liberarsi, a dover provare il caso fortuito.

Il caso fortuito e la condotta di chi cade

Il caso fortuito è un evento imprevedibile e inevitabile che interrompe il nesso causale: può consistere in un fatto naturale improvviso, nel fatto di un terzo oppure nella condotta dello stesso danneggiato. È su questo terreno che si decide la maggior parte delle cause per cadute.

Il criterio applicato dalla giurisprudenza è chiaro: quanto più il pericolo era visibile ed evitabile con l'ordinaria diligenza, tanto più la condotta di chi è caduto incide sull'esito. Può comportare una riduzione del risarcimento per concorso di colpa (art. 1227 c.c.) o, nei casi estremi, l'esclusione della responsabilità del custode. Contano l'orario e l'illuminazione, le dimensioni e la collocazione della buca, la presenza di segnaletica e l'esistenza di un percorso alternativo sicuro.

Contro chi si agisce

Il responsabile è il soggetto che ha la custodia del tratto in cui sei caduto:

Individuare correttamente il custode è il primo passo: una richiesta inviata all'ente sbagliato fa solo perdere tempo. Nella valutazione preliminare verifichiamo a chi appartiene il tratto e a chi va indirizzata la richiesta.

Le prove da raccogliere subito

La tempestività è decisiva: le buche vengono spesso riparate nel giro di pochi giorni e, senza foto datate, dimostrare lo stato dei luoghi al momento della caduta diventa molto più difficile.

Il danno risarcibile

Il termine di prescrizione è di 5 anni dal giorno dell'evento (art. 2947, comma 1, c.c.). La caduta per buca rientra tra gli infortuni in luoghi pubblici: trovi il quadro generale nella pagina dedicata al risarcimento degli infortuni. Se vuoi capire se il tuo caso ha i presupposti, raccontacelo qui: la prima valutazione è gratuita e senza impegno.

Errori frequenti da evitare

Domande frequenti — Caduta per buca stradale

Chi paga se cado in una buca sulla strada? +
Risponde chi ha la custodia della strada o del marciapiede, ai sensi dell'art. 2051 c.c.: il Comune per le strade urbane e i marciapiedi comunali, l'ANAS per le strade statali in sua gestione, la Provincia o la Città metropolitana per le strade provinciali, il condominio o il privato per le aree private. La responsabilità del custode ha natura oggettiva: si fonda sul nesso di causa tra la cosa e il danno, salvo la prova del caso fortuito.
Cosa devo dimostrare per ottenere il risarcimento? +
Due elementi: che la strada era in custodia dell'ente e che la caduta è stata causata proprio dalla buca o dal dissesto (nesso causale). Non serve provare la colpa dell'ente. La dinamica va però ricostruita in concreto: foto immediate, testimoni e referto del pronto soccorso sono decisivi, perché l'incertezza sulla causa della caduta ricade su chi chiede il risarcimento.
La buca era visibile: perdo il diritto al risarcimento? +
Non automaticamente, ma la visibilità del pericolo conta. Secondo la giurisprudenza della Cassazione, se la caduta poteva essere evitata con l'ordinaria diligenza il risarcimento può essere ridotto per concorso di colpa (art. 1227 c.c.) o, quando la condotta del danneggiato risulta l'unica causa dell'evento, escluso del tutto. Orario, illuminazione, dimensioni e collocazione della buca vanno valutati caso per caso.
Quanto tempo ho per chiedere i danni al Comune? +
Il diritto al risarcimento da fatto illecito si prescrive in 5 anni dal giorno dell'evento (art. 2947, comma 1, c.c.). Se il fatto costituisce reato, può applicarsi il termine più lungo previsto per il reato. Conviene comunque attivarsi subito: le buche vengono spesso riparate a distanza di pochi giorni e le prove si raccolgono meglio nell'immediatezza.
Cosa rientra nel risarcimento per una caduta? +
Il danno biologico (invalidità temporanea e permanente accertata dal medico-legale), le spese mediche e di riabilitazione documentate, l'eventuale mancato reddito e, nei casi più gravi, il danno morale. La quantificazione dipende dal caso concreto: richiede la documentazione clinica completa e, di norma, una perizia medico-legale.
Quanto costa rivolgersi a voi? +
La valutazione preliminare è gratuita e senza impegno. In caso di mandato, il compenso è concordato per iscritto prima di iniziare ed è parametrato al valore della pratica (art. 13 L. 247/2012); le spese vive di legge ti vengono comunicate in anticipo.
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