Roma · Aggressioni da animali

Risarcimento aggressioni da animali a Roma

Un morso di cane per strada o al parco, l'aggressione di un randagio, un cinghiale che attraversa la strada: a Roma i danni causati dagli animali hanno responsabili diversi — il proprietario (art. 2052 c.c.), l'ente competente per il randagismo, la Regione per la fauna selvatica. Ti aiutiamo a individuare quello giusto e a ottenere il risarcimento: la valutazione è gratuita, in studio o online.

Lo studio a Roma

La nostra sede è in Via Tomacelli 132, 00186 Roma, in pieno centro, a pochi passi da Via del Corso. Riceviamo su appuntamento: puoi portarci referti e foto di persona oppure gestire l'intera pratica a distanza: assistiamo in tutta Italia, non solo a Roma. Il punto di partenza è sempre lo stesso — capire chi risponde del danno nel tuo caso — perché a Roma le aggressioni da animali coinvolgono soggetti molto diversi tra loro. Trovi il quadro generale nella nostra guida al risarcimento per aggressioni da animali; qui vediamo i casi tipici della Capitale.

Morso di cane: risponde il proprietario

Se il cane ha un proprietario, la regola è chiara: l'art. 2052 del Codice Civile stabilisce che il proprietario dell'animale, o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, risponde dei danni che l'animale causa, anche se era smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito. È una responsabilità oggettiva: non serve dimostrare una negligenza del padrone, e non lo scusa il fatto che il cane «non aveva mai morso nessuno».

È lo scenario tipico dei parchi e dei marciapiedi di quartiere: cani senza guinzaglio o sfuggiti al controllo. Oltre alle ferite, sono risarcibili il danno estetico da cicatrici (particolarmente rilevante al volto) e il danno psichico, frequente soprattutto nei bambini. In molti casi paga la polizza di responsabilità civile della famiglia del proprietario: per questo identificarlo subito, con nome e recapiti, è il passaggio più importante.

Cani randagi: Comune e ASL

Se il cane è randagio, la richiesta va indirizzata all'ente pubblico cui la legge affida il controllo del randagismo. La cornice è la legge quadro n. 281/1991; nel Lazio la L.R. 34/1997 ripartisce i compiti tra i Comuni (canili e gestione del fenomeno) e i servizi veterinari delle ASL (cattura e vigilanza sanitaria). A seconda della condotta omissiva contestata, il responsabile può essere l'uno, l'altra o entrambi.

Attenzione: qui la giurisprudenza non applica l'art. 2052 c.c. ma l'art. 2043 c.c. — serve quindi provare la colpa dell'ente, ad esempio segnalazioni di randagi in quella zona rimaste senza intervento, oltre al nesso tra l'omissione e l'aggressione. Non basta il fatto in sé che un randagio abbia morso. È una prova più impegnativa, che costruiamo raccogliendo segnalazioni pregresse, testimonianze e atti degli enti.

Cinghiali a Roma: incidenti stradali e aggressioni

È il caso più «romano» di tutti: la presenza dei cinghiali interessa ormai diversi quadranti della città e della provincia. Gli scenari ricorrenti sono due: l'animale che attraversa all'improvviso e causa un incidente stradale, e l'aggressione o carica a pedoni, spesso vicino ai cassonetti.

Chi risarcisce? La Corte di Cassazione (Sez. III, sent. 20 aprile 2020, n. 7969) ha chiarito che i danni da fauna selvatica si risarciscono ai sensi dell'art. 2052 c.c. e che risponde di norma la Regione: la fauna selvatica protetta è patrimonio indisponibile dello Stato (L. 157/1992) e la Regione è titolare delle funzioni di programmazione e controllo sulla sua gestione, anche quando le svolge tramite altri enti. Per i cinghiali a Roma e dintorni, quindi, l'interlocutore è in linea di principio la Regione Lazio; nei casi particolari — ad esempio tratti stradali privi di segnalazione del pericolo — può concorrere la responsabilità dell'ente che gestisce la strada, che valutiamo caso per caso.

Il danneggiato deve provare che è stato l'animale a causare l'evento: verbale delle Forze dell'Ordine, foto e testimoni sono decisivi. Se dall'impatto sono derivate lesioni, la pratica segue anche i binari del sinistro stradale: vedi la pagina dedicata ai sinistri stradali a Roma.

Cosa fare subito

Con questi elementi possiamo dirti in tempi rapidi se la pratica è fondata e verso chi indirizzarla: richiedi la valutazione gratuita, senza impegno.

Domande frequenti — Aggressioni da animali a Roma

Un cinghiale mi ha causato un incidente a Roma o in provincia: chi risarcisce? +
Per i danni causati dalla fauna selvatica la Corte di Cassazione (Sez. III, sent. n. 7969/2020) ha stabilito che risponde di norma la Regione, ai sensi dell'art. 2052 c.c.: la fauna selvatica protetta è patrimonio indisponibile dello Stato (L. 157/1992) e la Regione è l'ente titolare delle funzioni di gestione e controllo. Per la richiesta sono decisivi il verbale delle Forze dell'Ordine, le foto del luogo e del veicolo e gli eventuali testimoni: senza la prova che l'incidente è stato causato dall'animale, la pratica non parte.
Sono stato morso da un cane al parco o per strada: chi paga? +
Risponde il proprietario del cane, o chi lo aveva in uso in quel momento, ai sensi dell'art. 2052 c.c. È una responsabilità oggettiva: vale anche se il cane era libero, sfuggito al controllo o non aveva mai mostrato aggressività, salvo che il proprietario provi il caso fortuito. Fatti dare subito nome e recapiti del proprietario e dei testimoni: spesso il danno è coperto da una polizza di responsabilità civile della famiglia.
Mi ha aggredito un cane randagio a Roma: a chi chiedo i danni? +
Per i randagi risponde l'ente cui la normativa regionale affida il controllo del randagismo: nel Lazio la L.R. 34/1997 ripartisce i compiti tra Comuni e servizi veterinari delle ASL. La giurisprudenza inquadra questi casi nell'art. 2043 c.c.: bisogna quindi provare, oltre all'aggressione, la condotta omissiva dell'ente (ad esempio segnalazioni ignorate di randagi in quella zona). È una prova più impegnativa rispetto al cane con proprietario, per questo conviene raccogliere subito ogni elemento.
Cosa devo fare subito dopo l'aggressione o l'incidente? +
Vai al pronto soccorso anche per ferite apparentemente lievi: il referto è la prova principale e in caso di morso servono le profilassi (antitetanica e, nei casi a rischio, antirabbica). Poi: foto delle ferite, dell'animale e del luogo; dati del proprietario e dei testimoni; intervento o segnalazione alle Forze dell'Ordine, soprattutto per i cinghiali sulla strada. Il morso di cane va anche segnalato al servizio veterinario della ASL.
Quanto tempo ho per chiedere il risarcimento? +
In generale la prescrizione è di 5 anni dal fatto (art. 2947, comma 1, c.c.). Attenzione però: quando il danno è legato alla circolazione di veicoli — come nell'incidente stradale causato da un cinghiale — può applicarsi il termine più breve di 2 anni (art. 2947, comma 2, c.c.). Il termine applicabile va verificato caso per caso: conviene attivarsi subito.
Quanto costa rivolgersi a voi? +
La valutazione preliminare è gratuita e senza impegno. In caso di mandato, il compenso è concordato per iscritto prima di iniziare ed è parametrato al valore della pratica (art. 13 L. 247/2012); le spese vive di legge ti vengono comunicate in anticipo.
Inizia qui

Richiedi una valutazione gratuita.

Compila il modulo: ti richiamiamo entro poche ore con una valutazione preliminare gratuita e senza alcun impegno da parte tua.

1Tipo di sinistro
2Contatti
3Dettagli e consensi

Che tipo di sinistro hai subito?

Preferisci scrivere? Mandaci una mail a [email protected] o scrivici su WhatsApp.

Verifica il tuo caso WhatsApp Chiama