Risarcimento infortuni e cadute a Roma
Una caduta per una buca o un marciapiede dissestato, un infortunio sul lavoro o in un luogo pubblico possono dare diritto al risarcimento del danno biologico, patrimoniale e morale. Il nostro studio ha sede a Roma, in Via Tomacelli 132: valutiamo gratuitamente il tuo caso e ti seguiamo dalla richiesta di risarcimento al pagamento, in studio o online.
Lo studio a Roma
La nostra sede è in Via Tomacelli 132, 00186 Roma, in pieno centro, a pochi passi da Via del Corso e Piazza del Popolo. Riceviamo su appuntamento e seguiamo la pratica dall'apertura alla liquidazione, coordinando la perizia medico-legale quando serve. Questa pagina approfondisce i casi tipici del territorio romano; per il quadro generale sul risarcimento del danno da infortunio puoi consultare la guida dedicata.
Caduta per buche e marciapiedi dissestati: risponde il Comune di Roma
Il caso più frequente a Roma è la caduta del pedone causata da una buca, da un sampietrino divelto, da una radice che solleva il marciapiede o da un tombino sconnesso. Per le strade e i marciapiedi comunali il custode è il Comune di Roma, che risponde dei danni cagionati dalle cose in custodia ai sensi dell'art. 2051 c.c.
Si tratta di una responsabilità di natura oggettiva: secondo l'orientamento consolidato della Cassazione (da ultimo, Cass. civ., Sez. III, ord. 8 luglio 2024, n. 18518), chi è caduto deve provare soltanto il nesso causale tra il dissesto e la lesione, oltre alla custodia dell'ente — non la colpa del Comune, né il carattere “insidioso” della strada. È invece l'ente custode a doversi liberare provando il caso fortuito, cioè un fattore eccezionale e imprevedibile estraneo alla sua sfera di controllo.
Nel caso fortuito può rientrare anche la condotta del danneggiato, quando la distrazione è talmente anomala da spiegare da sola l'evento (Cass. civ., ord. n. 30394/2023): un dissesto ben visibile, in pieno giorno e in un punto conosciuto, può portare a una riduzione del risarcimento per concorso di colpa (art. 1227 c.c.) o, nei casi limite, alla sua esclusione. Per questo la ricostruzione dello stato dei luoghi — foto, illuminazione, segnaletica — è il cuore della pratica.
Attenzione infine a chi si cita: non tutte le strade del territorio romano sono comunali. Per le strade statali risponde il gestore competente (ad esempio ANAS), e individuare correttamente l'ente custode evita di perdere mesi con una richiesta indirizzata al soggetto sbagliato.
Cosa fare subito dopo la caduta
Le prove raccolte nei primi giorni valgono più di qualunque argomentazione successiva. In ordine di priorità:
- Fotografa il dissesto da più angolazioni, con un riferimento di scala (una moneta, una scarpa) e un elemento che identifichi il luogo (targa della via, civico): le buche vengono spesso riparate a stretto giro.
- Raccogli i testimoni: nome e recapito di chi ha visto la caduta o ti ha soccorso. La testimonianza è spesso la prova decisiva del nesso causale.
- Vai al pronto soccorso il prima possibile: un referto vicino all'evento documenta la lesione e la collega alla caduta.
- Verbale della Polizia Locale: se è intervenuta una pattuglia, chiedi copia del rapporto; in caso contrario, una segnalazione formale al Comune aiuta a cristallizzare i fatti.
- Conserva tutto: scarpe e abiti danneggiati, scontrini e ricevute delle spese mediche, certificati dei giorni di riposo.
Se hai già questa documentazione, o anche solo una parte, possiamo dirti rapidamente se la pratica è sostenibile: richiedi la valutazione gratuita.
Infortuni sul lavoro a Roma: INAIL e danno differenziale
Per gli infortuni sul lavoro l'INAIL eroga un indennizzo, ma non copre l'intero danno: il danno biologico sotto il 6% di invalidità permanente non è indennizzato (art. 13 d.lgs. 38/2000) e voci come il danno morale restano comunque escluse. Quando l'infortunio dipende dalla violazione degli obblighi di sicurezza del datore di lavoro (art. 2087 c.c.), il lavoratore può chiedere al datore il danno differenziale — la parte di danno non coperta dall'indennizzo INAIL — e il danno complementare (art. 10 d.P.R. 1124/1965).
Nel territorio romano seguiamo infortuni nei cantieri edili, nella logistica, nella ristorazione e nei servizi: la valutazione parte sempre dal confronto tra quanto liquidato dall'INAIL e il danno effettivamente subito.
Giudice di Pace o Tribunale di Roma?
Se la trattativa stragiudiziale non porta a un'offerta adeguata, la competenza per le cause risarcitorie da caduta si ripartisce per valore: fino a 10.000 euro decide il Giudice di Pace di Roma (art. 7 c.p.c., come modificato dalla riforma Cartabia), oltre questa soglia il Tribunale Ordinario di Roma. Nella valutazione preliminare ti indichiamo il giudice competente per il tuo caso e la strategia più sensata: la causa resta l'ultima opzione.
Se invece la lesione deriva da un veicolo — ad esempio un investimento sulle strisce — la disciplina è diversa: vedi le pagine dedicate ai sinistri stradali a Roma e al pedone investito.